Proteina C reattiva (PCR) e procalcitonina (PCT): differenze e quando usarle
Entrambe aumentano nelle infezioni, ma con tempi e specificità diversi. Come si comportano PCR e procalcitonina, i valori di riferimento e il loro ruolo nell'uso appropriato degli antibiotici.
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La proteina C reattiva (PCR, in inglese CRP) e la procalcitonina (PCT) sono i due marcatori più usati per valutare un'infiammazione o un'infezione. Spesso vengono richiesti insieme, ma rispondono a domande diverse. Capire come si comportano aiuta a scegliere il test giusto e a interpretarlo.
Proteina C reattiva: il marcatore dell'infiammazione
La PCR è prodotta dal fegato in risposta a un'infiammazione di qualsiasi origine: infezioni batteriche e virali, traumi, interventi chirurgici, malattie autoimmuni, tumori.
- inizia ad aumentare 6-8 ore dopo lo stimolo e raggiunge il picco in circa 48 ore;
- nelle persone sane è in genere inferiore a 5 mg/l (il valore di riferimento dipende dal metodo);
- valori molto elevati sono più frequenti nelle infezioni batteriche, ma non sono specifici.
Il suo punto di forza è il valore predittivo negativo: nelle infezioni delle vie respiratorie seguite in ambulatorio, un valore basso rende improbabile un'infezione batterica importante e aiuta, insieme alla visita, a evitare l'antibiotico.
Procalcitonina: il marcatore dell'infezione batterica
La procalcitonina aumenta soprattutto nelle infezioni batteriche sistemiche, mentre resta bassa o sale poco nelle infezioni virali e nelle infiammazioni non infettive.
- inizia ad aumentare 3-6 ore dopo l'inizio dell'infezione e raggiunge il picco in 12-24 ore;
- scende rapidamente quando l'infezione è controllata, con un'emivita di circa un giorno;
- i valori aiutano a stimare la probabilità di infezione batterica e la sua gravità.
| Procalcitonina | Interpretazione indicativa |
|---|---|
| sotto 0,25 ng/ml | Infezione batterica poco probabile, soprattutto nelle infezioni respiratorie |
| 0,25 - 0,5 ng/ml | Zona intermedia, da valutare con la clinica |
| sopra 0,5 ng/ml | Infezione batterica probabile |
| sopra 2 ng/ml | Rischio elevato di infezione sistemica grave e sepsi |
Le soglie variano in base al contesto clinico e al metodo: fanno fede le istruzioni d'uso e i protocolli della struttura.
Le differenze in sintesi
| PCR | Procalcitonina | |
|---|---|---|
| Cosa indica | Infiammazione di qualsiasi origine | Soprattutto infezione batterica sistemica |
| Aumento | Dopo 6-8 ore | Dopo 3-6 ore |
| Picco | Circa 48 ore | 12-24 ore |
| Specificità per i batteri | Bassa | Più alta |
| Uso tipico | Ambulatorio, medicina generale, monitoraggio | Pronto soccorso, reparti, sospetta sepsi, durata della terapia |
Il ruolo nell'uso appropriato degli antibiotici
Entrambi i marcatori sono strumenti di antimicrobial stewardship, cioè dell'uso corretto degli antibiotici:
- in medicina generale, la PCR eseguita durante la visita aiuta a non prescrivere l'antibiotico nelle infezioni respiratorie con valori bassi;
- in ospedale, la procalcitonina supporta la decisione di iniziare la terapia e, soprattutto, di sospenderla quando i valori scendono, riducendo i giorni di antibiotico senza peggiorare gli esiti.
Nessuno dei due marcatori sostituisce la valutazione clinica: un valore va sempre letto insieme ai sintomi, alla visita e agli altri esami.
I limiti da conoscere
- la PCR aumenta anche dopo un intervento chirurgico, un trauma o nelle malattie reumatiche, quindi un valore alto non indica di per sé un'infezione;
- la procalcitonina può aumentare senza infezione dopo grandi traumi, ustioni, interventi chirurgici importanti, in alcuni tumori e nell'insufficienza renale;
- nelle prime ore di un'infezione entrambe possono essere ancora basse: in caso di dubbio il dosaggio va ripetuto.
Test rapidi qualitativi e quantitativi
La PCR è disponibile sia come test rapido semi-quantitativo, che indica la fascia di valore con una lettura a vista, sia come test quantitativo con analizzatore a immunofluorescenza. La procalcitonina, per le soglie basse da distinguere, si dosa con il test quantitativo e l'analizzatore. Lo stesso strumento misura anche altri parametri, come l'emoglobina glicata e i marcatori cardiaci. Trovi tutti questi test nella categoria dei marcatori cardiaci e infiammatori.
Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e sono rivolte a operatori professionali. Fanno sempre fede la normativa vigente, le procedure della tua regione e le istruzioni d'uso del fabbricante.